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Oggi,29 luglio, sarebbe il compleanno di Benito Mussolini.
Perse la guerra e perse tutto, ma le scelte, fatte a favore dell’organizzazione del paese ed a salvaguardia di cittadini e lavoratori, sono ancora presenti. Non mi metto certo ora a farne l’elenco, perché sarebbe lunghissimo. Fate un giro su internet e trovate liste più che esaurienti.
Mettere a confronto quella qualità di statista con i faccendieri di oggi è un confronto impietoso. No, mi dispiace per voi. Non sono fascista, primo perchè sarebbe dietrologia e perché, come dice un mio amico romagnolo anche lui, acqua passata non macina più. Mi limito ad osservare i fatti.
Non posso essere ne di questa destra, ne di questa sinistra. Una destra che riesce solo a trovare le ragione della sua frammentazione, ed una sinistra radical-chic che non si fa più interprete della volontà popolare, imborghesita e senza più idee … di sinistra.
Sono ribelle a tutto ciò che è costrizione ed imposizione.
Sono contro alla saccente arroganza dei nostri governanti, che con la scusa della democrazia fanno i loro comodi, ritenendosi una casta di intoccabili benedetti dal signore.
Sono contro quelli che quando hanno esaurito gli argomenti ti additano dandoti del fascista, che oggi è superato dai termini populista e sovranista.
Questi, vi dirò sono termini che mi piacciono, perchè si governa col consenso del popolo per il popolo. Ed un popolo è tale quando ha storia da mettere in campo e tradizioni da difendere. Questa oggi è eresia. Bisogna superare l’ostacolo limitativo e castrante del … popolo. Oggi il mondo è globalizzato; siamo tutti una grande famiglia.
Bisogna superare il concetto di confine, perchè il mondo è di tutti. Si il mondo è di tutti. Ops, scusate, quasi di tutti, perchè qualcuno è “più tutti” degli altri.
C’è qualcuno che è più uguale degli altri e taglieggia i popoli con “l’economia”.
E lo ha fatto nel modo più subdolo, rubandoci la sovranità monetaria. Sulle nostre banconote si è passati dalla scritta “Regno d’Italia” a “Repubblica italiana”, e fin qui tutto bene. Poi c’è il primo assalto: sulla cartamoneta compare la scritta “Banca d’Italia” e non facciamoci ingannare; parliamo di una s.p.a. che d’italiano ha solo la sede. Ed ecco il colpo da maestri: l’Euro. Ora la scritta sulle banconote è BCE ed il popolo sovrano è fottuto, perchè la BCE (finalmente padrona) offre agli stati, ex sovrani, carta dal costo tipografico al valore nominale; carta stampata che ha valore solo per la fiducia che ognuno ha sul valore di scambio che genera. E questo li legittima non più solo economicamente, ma anche politicamente, perché serve governabilità e stabilità, elementi fondamentali alle politiche di stentata sussistenza concesse agli stati più deboli (vedi la recente storia Greca), che diventano debitori per sempre.
Ed a livello politico lo conferma il tanto celebrato Macron, che da europeista convinto (scudo conto il becero populismo della Le Pen) statalizza (ma solo momentaneamente, dice lui) i cantieri francesi dall’assalto della Fincantieri. Dimostrazione che questa Europa, che deve stabilire se la guida sarà tedesca, francese o bipartisan, vive solo sulle carte geografiche, come diceva dell’Italia nel 1847 Klemens von Metternich. Macron, ci sarebbe bastata l’arroganza di Nicolas Sarkozy, il “bombardiere” della Libia (con la connivenza di Frattini, fino al giorno prima celebrante amico di Gheddafi), ed invece dobbiamo subire anche la tua.
Localmente, pensiamo all’ultimo decreto sulla sanità, appena convertito in legge, della diplomata Lorenzin (liceo classico). Superando il dibattito “vaccini si – vaccini no”, viene sancito l’obbligo vaccinale da 0 a 6 anni (scuola non dell’obbligo), mentre dopo i 6 anni, per i genitori che non vogliono vaccinare, scatta la sanzione. Ovvero: se pago, posso infettare tutti. Farabutti. (detto fra noi questi vaccini mi sembrano solo una marchetta alle case farmaceutiche, visto che non c’è nessuna pandemia in corso).
Quindi, mi sento di dire che sovranista e populista sono un vestito che mi sento bene addosso. E cosa c’è di male ad essere dalla parte del popolo, quando chi governa è un Pinocchio?
Buon compleanno, grande romagnolo, da un ribelle cromosomico.