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90: LA PAURA

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Avevamo dato per quasi sicuro l’accordo fra “Lega (ex nord)” e “5 stelle”. E dopo tutti gli aggiustamenti, le stoccate e le fughe, ormai subodoravamo il tanto atteso “contratto di governo”. E ci auguriamo che vada in porto, visto che quelli belli, bravi, buoni e, soprattutto, “preparati” li abbiamo già provati con i risultati (purtroppo) ben visibili.
Bene. Pochissimi giorni orsono Silvio Berlusconi è stato dichiarato nuovamente eleggibile dal tribunale di Milano, anticipando la decisione di Strasburgo. Perché ricordiamo questo … episodio, quando eravamo partiti dall’accordo di governo fra Salvini e Di Maio? Perché questo episodio rischia di diventare un incidente.
Mattarella (che si è accorto di non essere notaio) ha messo degli aut-aut, dichiarando certe posizioni non assegnabili alla Lega: premierato, vice premierato, difesa, ma sicuramente gli esteri sembrerebbero inaccessibili alla Lega, troppo colpevole di essere euroscettica e troppo filo Putin. Via libera ai sottosegretariati (ma senza delega ai servizi segreti. Certe cose segrete è meglio che restino segrete), all’economia (piace Giorgetti) ed all’interno.
Se il boccone fosse troppo amaro, se il colpo fosse troppo efferato per la dignità leghista, quali scenari potrebbero aprirsi? Che siano nuove elezioni o un mandato a figura istituzionale di alto livello materiale (la morale, questi, non la conoscono), comunque si cadrebbe sul morbido. Ora che il “buon” Silvio è ricandidabile, l’emorragia di voti di (s)Forza Italia sarebbe tamponata e questo garantirebbe il “posto” ai tanti parlamentari oggi a rischio, quelli che hanno chiesto a Berlusconi il passo di lato. Ma, soprattutto, si potrebbe aprire una nuova premessa ad un “Nazareno bis”, con PD, LEU e Più Europa. Ecco la fretta del tribunale di Milano: salvate il soldato Silvio! Il nemico del mio nemico, è mio amico.
Insomma si sta lavorando ad un cambiamento da vera restaurazione.
L’Europa che applaude all’impegno italiano nell’accoglienza, facendo ben poco in tal senso, vedrebbe con maggior serenità un’Italia suddita del continente, ma soprattutto dell’Euro. Già sono sfuggite l’Austria di Kurz e l’Ungheria di Orban, non possono permettersi anche un’Italia a trazione Leghista con motore 5 stelle ed un occhio strizzato alla Russia, che è una mossa antiatlantista pari alla comparsa dell’anticristo.
Mattarella, carica funzionale a nessun cambiamento, sta svolgendo il suo sporco lavoro. E ciò che gli italiani hanno detto col voto, poco importa. Prepariamoci a scenari inattesi, ma tutti dettati dal senso di responsabilità, che ci piacerebbe sapere di chi. Ma questo per sovranisti e populisti è un quesito cui la risposta è già data
Ed il voto? Ed il parere dei cittadini? Se votare servisse a qualcosa, non ce lo lascerebbero fare.

L’arciere