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“Botte da orbi”

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Riportiamo integralmente il post FB dell’assessore alla sicurezza del comune di Ferrara.
Ci scuserete questa mancanza di orginalità, ma per l’ennessima volta si supera il muro della decenza.
Certe domande dovrebbe farsele un cittadino, moderato e non populista e sovranista come noi, ma non certo chi, dopo anni di assenteismo sul tema sicurezza, quasi si stupisce dell’accaduto. Lo stesso che, dopo l’arrivo in città di un manipolo di soldati dell’esercito italiano, voleva destinare il medesimo a zone più sensibili di quelle dove questura e prefettura lo volevano destinare: la zona GAD.
Non vogliamo entrare nel merito delle chiacchere sulla ragazza “pestata”, che circolano su internet del tipo “cosa ci faceva li con tanti soldi in tasca”. L’aggressione c’è stata. Punto! E gli autori, sembrano essere sempre gli stessi, ovvero i frequentatori “irregolari” del rione Giardino. Gli stessi personaggi che opposizione e associazioni segnalano, da sempre, come fenomeni che da anni hanno superato la normale tolleranza, sfociando nella delinquenza che riempie tutti i giorni le pagine dei quotidiani ferraresi.
Ogni ulteriore commento è superfluo e quindi, … lasciamo la parola all’assessore.

“Aldo Modonesi
Ieri alle 0:05 · (2 dicembre 2017)

Quando una persona, una donna, viene aggredita nella tua città non puoi che rimanere scosso e preoccupato.
Quando questo avviene nel quartiere dove vivi, tu e la tua famiglia, da quando sei nato lo sei ancora di più. E quando questo quartiere è il quartiere Giardino è normale e giusto chiederti dove stiamo andando, cosa abbiamo sbagliato e cosa possiamo fare.
Chi l’ha aggredita è un delinquente, e poco mi importa se sia nero o bianco, se abbia agito da solo o in gruppo, se l’abbia fatto per motivi personali o alla ricerca di soldi per drogarsi. È un delinquente.
A chi è vittima di aggressione, specie se è donna, va tutta la mia solidarietà e vicinanza. E la mia sincera compassione, compassione intesa come partecipazione alla sua sofferenza.
Poi quando queste cose succedono, e specialmente quando succedono nel quartiere Giardino, c’è chi emette sentenze, chi trova colpevoli, chi fa dirette Facebook, chi commenta a nastro e a prescindere, chi strumentalizza politicamente.
Io mi chiedo invece dove abbiamo sbagliato e cosa possiamo fare.
Penso, e lo penso fortemente proprio perché stiamo parlando di un fatto grave avvenuto nel quartiere Giardino, che da parte della Questura e delle Forze dell’Ordine ci debba essere il massimo sforzo per individuare chi ha commesso questo reato. E individuare i motivi per cui questo reato è stato commesso.
Lo penso e lo pretendo. Da cittadino e da amministratore.
Lo penso e lo pretendo perché abbiamo (con i soldi del Comune) riempito il quartiere di telecamere, abbiamo portato l’esercito nel quartiere (e lo dice uno che continua a pensare che era meglio avere più polizia e carabinieri, ma se questo non è possibile allora bene anche l’esercito), abbiamo investito centinaia di migliaia di euro in potenziamento dell’illuminazione (la nuova all’Acquedotto l’accenderemo la prossima settimana).
Lo penso e lo pretendo perché su questo fatto è giusto fare chiarezza ed è giusto che chi ha compiuto questo reato venga preso e punito. Per il bene della città e per il bene del quartiere.
Per evitare strumentalizzazioni e per evitare di disperdere il lavoro, il buon lavoro, fatto negli ultimi mesi da Questura, Forze dell’Ordine e Polizia Municipale.
Perché lo dobbiamo alla ragazza che è stata aggredita. E lo dobbiamo a tutte le persone che devono liberamente girare per il quartiere e la città, di giorno e di notte.

Ps
Ho scritto queste righe adesso, di ritorno da un giro notturno in zona acquedotto, la notte dopo l’aggressione. Ho visto anche questa sera chi vendeva droga, e chi cercava droga. Avrei voluto, come tutti, vedere più volanti.”

L’arciere