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Di cosa si parla?

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Ma di cosa stiamo parlando? O meglio, chi stiamo cercando di criminalizzare?
Alla fine di giugno, 28 paesi europei hanno trovato un accordo che sanciva, fra le tante, il principio che “chi arriva in Italia, arriva in Europa”. Inoltre veniva rifinanziato il fondo fiduciario per l’Africa, la necessità di rivedere l’accordo di Dublino, la necessità di aprire centri di sbarco e accoglienza nei Paesi terzi e quelli volontari in Europa. E quindi ci si ritrovava con un’Europa più responsabile e solidale (notizia ritagliata da Ansa.it).
Da quella riunione usciva il nostro premier Giuseppe Conte, soddisfatto del risultato che invertiva la rotta, finora solitaria, di un’Italia finalmente affiancata nella gestione del fenomeno migratorio.
Rimaneva euroscettico sull’argomento, Matteo Salvini, che, alla luce dei fatti, ne aveva tutte le ragioni.
L’esempio più palese è di questi giorni ed è la ormai famosa nave “Diciotti”.
Il “no” allo sbarco, fino a quando non ci sia la “lista” sulla ripartizione europea degli imbarcati, è più che legittimato dagli accordi di cui sopra, ma l’Europa è latitante. Un po’ per burocrazia, un po’ per opportunismo, un po’ per dare voce a quella parte politica, battuta alle elezioni, e che (per mancanza di capacità politica) riesce solo a dar voce al sentimento di umanità che per Salvini è obbligatorio, ma per i premier spagnolo, francese, tedesco, etc. è concessa dalla possibilità di aderire al progetto “coste europee” solo su base volontaria. Il tutto nella speranza (molto concreta) di mettere in crisi l’attuale maggioranza e dare spazio ad un governo del presidente (appoggiato da Berlusconi e Renzi), sottovalutando l’ipotesi (concreta) di una “rivolta” popolare, popolo esasperato dal continuo disinteresse dei governi a trazione … “sinistra”.
Fra l’altro stiamo assistendo al proliferare di menzogne di alto livello.
Secondo le dichiarazioni del comandante della “Diciotti”, i bambini (tre ed accompagnati) che erano a bordo sono stati evacuati a Lampedusa, i ventisette minori (?) sbarcati mercoledì sono stati presi in carico dall’organizzazione di assistenza a terra, i medici del Cisom operano a bordo, i pasti sono regolari e parlare di “scheletrini” (parole della referente della ong Terre des hommes) è millantare pietismo in una situazione già tesa di suo.
Saviano, che non perde occasione di tacere, parla addirittura di sequestro di persona, ma il comandante Kothmeir ha dichiarato che: “Abbiamo spiegato loro (gli ospiti) che la loro vicenda è legata anche ad una situazione politica di tipo internazionale, che avrebbe comportato anche una più lunga permanenza a bordo. A me hanno restituito una sensazione di totale comprensione. E fino ad oggi si sono comportati splendidamente”. Eppoi di quale sequestro si parla? E’ sequestrato chi sta entrando in modo “illegale” nel nostro paese? E’ sequestrato chi non ha documenti per dimostrare chi è? E’ sequestrato chi non ha mezzi di sostentamento e può consegnarsi, gioco forza, al caporalato od alla malavita organizzata?
Qualcuno ha parlato di naufraghi e questo è vero, perché partire su quelle carrette del mare non può che avere quel risultato. Chi parte sa a cosa può andare incontro. Sono i costi della “deportazione”.
E poi non manca la passerella dell’opposizione: Martina, che parla dell’isolazionismo e della figuraccia che stiamo facendo di fronte al mondo (mai s’era visto uno sfruttamento più becero di una situazione che si vuol far passare per buonismo umanitario) e la Boldrini che parla di emergenza sanitaria (anche questa smentita dal comandante Kothmeir), ed il corteo al canto di “Bella ciao”.
E quindi della “Diciotti” percepiamo solamente la retorica dell’opposizione e tutte le mancanze dell’Europa, che lascia sola l’Italia, ma stavolta sbugiardandosi da se. Tutti buonisti questi europei, europeisti a buon mercato, che però i costi non li vogliono; questa è un’eredità pesantissima per questa Europa che … non c’è.
Ma questi “sinistri” non si stanno dimenticando qualcosa? Ah, si!!! I terremotati di Amatrice (dopo due anni ancora le “casette” non sono tutte pronte. Retaggio sapiente del Matteo toscano ) ed il ponte Morandi di Genova, che, dopo i fischi, non piace più (talmente lontani dalla realtà, da chiedere di indagare sui fischi, più che sul crollo). Ma questi sono solo problemi interni.
Denuncino pure Salvini. Un altro passo verso la scomparsa politica di una sinistra che del popolo si è ormai completamente dimenticata. L’unica incertezza? I tempi. Sempre troppo lenti.

L’Arciere