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Dorian Gray

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L’abbiamo detto e ridetto, sia col Conte 1, che col Conte 2.

Il governo giallo-verde era l’unico possibile.

Il governo giallo-rosso è la realtà impossibile.

Tutto, ovviamente, se governare sia ritenuta un’azione nel nome e nel rispetto dei cittadini.

Il voto umbro, cui si vuol dare una rilevanza locale, è la prova provata che la bocciatura del PD alle politiche è una tendenza e non un caso. Tendenza che trascina al ribasso anche i 5 stelle, in crisi totale d’identità, tanto da dire tutto ed il contrario di tutto.

Obbedienti agli ordini che arrivano da Bruxelles (a sua volta governata dai poteri forti, quelli che non si vedono, ma si sentono), i giallo-rossi governano l’Italia, contro il volere dei cittadini e nell’unico modo che conoscono: tasse, tasse ed ancora tasse. Il tutto mascherato dalle colpe del governo precedente, tralasciando (ma non dimenticando), che il 50% del governo odierno è lo stesso del governo passato.

Il dato più rilevante è la sconfitta del vincitore d’agosto. Giuseppe Conte è durato (quantomeno nella credibilità del personaggio) poco più del re di maggio. Da arbitro fra i veri leader di governo (Salvini e Di Maio), a vero leader (Conte 2) di un governo fantoccio, che si regge sul grande bocciato delle politiche (PD) e sul movimento (5 stelle) in dissolvimento per le sue stesse giravolte, dove le tante anime non danno più gli stessi rintocchi.

Ora ci si appresterà a grandi riflessioni, che necessiterebbero di teste pensanti e nuove, ma occorrerebbe una dignità personale ed una capacità di autocritica che non ci sembra di intravedere nella … compagine di governo.

Quindi tutto è come prima, perché quelli che contano sono i voti delle politiche, ma niente è più come prima, perché ci si arrocca su posizioni che non sono la fotografia del paese. Siamo di fronte alla rivisitazione del ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Non curanti dell’imbruttimento del quadro, si continua a s-governare fidando nell’eterna giovinezza, nella speranza che nei prossimi tre anni qualcosa cambi, ma arriverà il momento (per il quadro) di tornare alla primigenia bellezza.

E l’Europa? L’Europa se ne farà una ragione. Potranno fermare l’onda antisistema con lo “spread” o altri tipi di  “punizione”, ma rischiando che il giochino Euro si rompa, perché in ogni paese dell’unione, pronto a germogliare od esplodere,  c’è il germe popolare dell’autodeterminazione.

Come per ogni seme, basterà attendere.

L’arciere