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Ennesima occasione persa

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Ancora una volta il sistema partitico ha dato prova della propria inadeguatezza. A pochi giorni dalla sconfitta referendaria, ritenuta talmente importante dal Governo Renzi da portare alle dimissioni del Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica ha ben pensato di affidare a Gentiloni la formazione di un governo in totale ed assoluta continuità con il precedente. Tanti, troppi i Ministri confermati, così come accadde a Renzi quando succedette a Letta, danno il fondato sospetto di portare avanti le medesime politiche già ampiamente dimostratesi fallimentari.

MINISTRI GOVERNO GENTILONI
  • Maria Elena Boschi, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio (precedentemente Ministro Riforme costituzionali e Rapporti col parlamento). La sua proposta di Revisione Costituzionale presentata dal Governo Renzi, bocciata al referendum dal 60% dei votanti.
  • Marco Minniti, Ministro degli Interni (precedentemente Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica). Al centro di uno scandalo quando un pentito di mafia lo accusò di aver ricevuto voti dalla ‘ndrangheta nelle elezioni del 1994 e 1996. FONTE
  • Angelino Alfano, Ministro degli Esteri (precedentemente Ministro dell’Interno). Oltre alla pessima gestione dell’immigrazione, ha fatto molto discutere l’assunzione del fratello Alessandro alle Poste. FONTE
  • Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia (confermato). Oltre alla situazione economica disastrosa e i fallimenti bancari, ha fatto parlare di se anche la figlia Eleonora per l’assunzione da parte della Cassa Depositi e Prestiti. FONTE
  • Andrea Orlando, Ministro della Giustizia (confermato). Nel 2013 si dichiarò favorevole all’abolizione dell’ergastolo e a rivedere il regime di “carcere duro”.
  • Roberta Pinotti, Ministro della Difesa (confermata). Al centro di vari scandali che vanno da presunti doni ricevuti dal Kuwait, ad armamenti venduti illegalmente all’Arabia Saudita e al volo-taxi con un caccia militare.
  • Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture (confermato). Dichiarò che lo Stato era pronto a mettere fondi per il ponte sullo Stretto di Messina; al 4° incarico ministeriale in 3 anni.
  • Carlo Calenda, Ministro dello sviluppo economico (confermato). Si è dichiarato a favore del TTIP, definendolo come il trattato con il più alto grado di trasparenza.
  • Valeria Fedele, Ministro dell’Istruzione (precedentemente vicepresidente del Senato). A proposito del referendum, ha dichiarato che “se la tua riforma viene bocciata devi prenderne atto, non puoi andare avanti”. Ha depositato un ddl per introdurre l’educazione di genere nelle scuole.
  • Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro (confermato). Sostenitore del lavoro “a cottimo”, è coautore e sostenitore del Jobs Act.
  • Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali (confermato). Conivolto nello scandalo-banche quale azionista della Cassa di Risparmio di Ferrara,
  • Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole (confermato). A proposito di OGM, si è dichiarato favorevole ad un’apertura verso le “biotecnologie sostenibili”.
  • Luca Lotti, Ministro dello Sport (precedentemente Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Definito il taciturno braccio destro di Renzi che segue fin dai tempi della Provincia fiorentina, dove era assunto come capo gabinetto a chiamata.
  • Claudio De Vincenti, Ministro coesione territoriale e Sud (precedentemente Ssegretario del Consiglio dei ministri fino al 26/02/2016). In merito all’inchiesta sulla centrale a carbone di Vado Ligure, hanno detto: “Le registrazioni dimostrano come la pubblica amministrazione con particolare riferimento all’allora viceministro dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, si adoperi per suggerire la strada a Tirreno Power per aggirare la prescrizione che impone la copertura del carbone”. FONTE
  • Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute (confermata). Il Silp la accusò di aver utilizzato gli agenti della Digos come tassisti nel novembre 2013. Nella campagna referendaria ha affermato, in caso di vittoria del Si, che i malati oncologici avrebbero potuto accedere facilmente alle terapie; i cittadini con il diabete avrebbero avuto velocemente a disposizione tutte le cure;  si sarebbero ridotte, se non addirittura scomparse, le liste di attesa.
  • Marianna Madia, Ministro della Pubblica Amministrazione (confermata). Autrice di una riforma della Pubblica Amministrazione bocciata dalla Consulta; è stata additata come raccomandata di ferro.
  • Anna Finocchiaro, Ministro dei Rapporti con il Parlamento (precedentemente Presidente della 1a Commissione Affari Costituzionali). Coinvolta nello scandalo che ha visto il marito accusato di abuso d’ufficio.
  • Enrico Costa, Ministro degli Affari regionali (confermato). Nel settembre 2016 presentò un piano di incentivi per i neo genitori senza un documento che li delineasse chiaramente. FONTE
  • Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente (confermato). E’ stato sottosegretario all’istruzione del Governo Letta e assessore al bilancio di Bologna della giunta Guazzaloca.