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Mura estensi

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Ci occupammo delle mura cittadine alcuni mesi orsono. Ce ne interessiamo nuovamente vista l’ormai imminente manifestazione di Insorgenti e GAD sicura che si terrà il 13 giugno, sempre che il tempo sia clemente e ci risparmi dei suoi doni per alcune ore, altrimenti tutto rimandato di una settimana.
In quell’occasione, oltre al consueto ritornello sullo stato di abbandono, anzi, di oblio del “quartiere giardino” da parte della nostra illuminata amministrazione, verrà posto l’accento sullo stato di manutenzione e degrado della cinta muraria.
Il manufatto ha retto per secoli, ma mostra ormai i segni del tempo. Nove chilometri sono pochi, ma diventano tanti, quando vi sono altre priorità, condite da saccenteria ed arroganza.
Testimonianza di tutto questo è l’articolo domenicale de “La Nuova Ferrara” a firma Gian Pietro Zerbini, che, nel tentativo di offrire un assist agli sforzi della nostra amministrazione, ci da l’opportunità di mostrarne gli aspetti più … goliardici.
Ed è sufficiente la lettura dello schema di spesa per la manutenzione, che nell’articolo vorrebbe dare risalto a capacità, consistenza ed impegno nella gestione ed amministrazione della cosa pubblica.
Ma entriamo nel merito, dando un’occhiata al dato più rilevante: 418.600 euro è il costo annuale di illuminazione, manutenzione del verde, diserbo, manutenzione straordinaria ed ordinaria.
Vi tedieremo con i numeri, ma col nostro solito atteggiamento populista, faremo i rapidi conti della serva che, tolti i 120,00 euro per l’illuminazione ci portano a dire che l’investimento scende a 298,600 euro. Ma dobbiamo togliere anche verde e diserbo e quindi alla manutenzione (ordinaria e straordinaria) vengono dedicati ben 170000 euro che divisi per i 9 chilometri fanno la bella cifra annua di quasi … 19 euro al metro lineare.
Ma veniamo al verde, dove l’investimento di 128600 (sfalcio, potatura e diserbo) va diviso per 53 ettari con una spesa annua di 2463 euro, che, per ettaro, sono ben … 202 euro al mese.
Non vogliamo denigrare il giornalista, ne sminuire a dismisura quanto si fa e quanto si investa su questo capitolo di spesa, ma, vien da se, che la consistenza, tanto affascinante nel suo totale (418.600 euro) non permette interventi della congruità utile a preservare un patrimonio UNESCO, quale è la nostra cinta muraria.
Si possono mettere in campo interventi tampone (e vi garantiamo che spesso sono di qualità molto scadente, inadeguata e disdicevole per essere dichiarati restauri), ma niente di utile al mantenimento di un manufatto che in altre città (Lucca ad esempio) offre il meglio di se e che invece a Ferrara rischia di subire irreparabili danni, visto che in alcune parti il rischio di crollo non è da sottovalutare. Ma non vogliamo anticipare gli interventi di mercoledì sera.
Ci sarebbe piaciuto che l’assessore Modonesi, invece di tuffarsi fra le braccia della stampa amica, per incensare se stesso e l’amministrazione, avesse dedicato più tempo alla ricerca di cordate di investitori per sostenere un investimento veramente importante, ma, soprattutto inderogabile, visto lo stato di salute del malato. I quasi 5.000.000 di euro spesi fra investimenti e manutenzione, obbligano a chiederci quale debba essere la reale consistenza dell’investimento, visti i cantieri fermi (sarebbe meglio dire abbandonati) e lo stato di degrado visibile a tutti.
Probabilmente qualcosa si farà nel 2019, quando questi signori, dopo anni di tirannia, lasceranno il “palazzo”, travolti dalla volontà popolare: il voto.
L’arciere