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“Nessuna persona è illegale” ???

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Capita spesso di scivolare a parlare con amici e conoscenti di immigrazione e sono veramente pochi i difensori d’ufficio dell’attuale governance … del problema.
A detta dei capitani reggenti, non è possibile controllare tutti i chilometri di costa che Dio ci ha donato. Effettivamente, prima dell’arrivo della tecnologia, qualche problema c’era. Ma da quando la vela è diventata solo per diporto e ci siamo dotati di strumenti di controllo che il radar potrebbe andar bene solo per giocare a Risiko, diventa difficile non poter arginare il fenomeno dello “scafismo”, che però, in occasione del prossimo G8 siciliano, avrà un periodo di ferie. Ferie forzate, ma per qualche giorno non ci saranno sbarchi.
Non ci saranno sbarchi, ma non ci saranno neanche partenze. Perché il traffico di carne umana rende più della droga, non devi neanche coltivarla e si riproduce da se. Devi solo … gestirla. Quindi niente sbarchi, che il “padrone” non voglia. ONG insegna. Siamo quindi di fronte all’ennesima menzogna. Non si interviene, non perché non si può, ma perché non si vuole.
Noi, di tutto questo “benessere”, godiamo di tutto quello che è visibile in zona GAD. E quello che non si vede è peggio: sfruttamento e lavoro sottopagato, che crea un impoverimento del “nostro” mercato del lavoro, perché c’è qualcuno disposto “a farlo per meno” e quasi sempre in nero. Siamo prevalentemente nell’ambito dell’agricoltura, del tessile e dell’edilizia, ma ogni ambito dove serva manovalanza a basso costo ne è coinvolto
A Milano si è manifestato per affermare che “Nessuna persona è illegale”. Fantastico e stimolante diktat mondiali sta, promotore di una universalità ideale, ma molto lontana dall’essere praticabile. La menzogna del “siamo tutti uguali” è ormai una stucchevole litania che ci vuole tutti uguali, dimenticando che non è l’uguaglianza, ma è l’equità il valore superiore, poco perseguito da questi astanti di un egualitarismo artificiale e, come tutte le cose non naturali, a rischio rigetto.
Le persone, mi dispiace, sono anche illegali. Perché non è pensabile dimenticare che quello che siamo è il frutto del sacrificio di chi ci ha preceduto. E noi abbiamo la responsabilità di rispettarlo, salvando quello che c’è e che ci è stato lasciato in eredità. E chiunque giunga sulle nostre coste o attraversi le nostre frontiere è un ospite se bussa alla porta e diventa clandestino, se lo fa senza titolo o diritto.
SIgnori, siamo in guerra e lo scenario di guerra si è spostato localmente, nella tante “GAD” sparse sul territorio italiano. Possiamo cercare di difenderci, mettendo in campo una battaglia ogni giorno, nel tentativo di ottenere piccole vittorie, di causare piccoli danni con la coscienza che la guerra sarà lunga e la vittoria incerta.
Come dicevamo in una riflessione precedente, è necessaria una terza via, una insorgenza di popolo che superi l’attuale impasse destra-sinistra, impasse che non ci coinvolge, perché figlia di un dualismo che ha generato le mostruosità che stiamo vivendo ed anche gli abusi che stiamo subendo. E’ una palude dove “il vecchio non riesce a morire ed il nuovo non riesce a nascere” cit. D. Fusaro.
E ritorniamo al pensiero di Spengler: siamo al tramonto, a meno che “l’Occidente” riconosca se stesso ed in uno scatto d’orgoglio riesca a creare le premesse della rinascita.
Una nuova genesi.

L’arciere