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Repetita iuvant! (trad. Ripetere giova!)

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Ci riprovo. Sembra così semplice la differenza fra politica ed adesione ad un partito, ma bisogna, ciclicamente, tornare sull’argomento.

Tanti di noi hanno fatto politica attiva all’interno dei movimenti e dei partiti tradizionali. Tanti di noi, invece, se ne sono tenuti, da sempre, alla larga.

I secondi, si sono disinteressati, dando delega elettorale col voto o non andando a votare (truppa che si ingrossa, ahimè, sempre più), convinti che il cambiamento è difficile, se non improbabile o, quantomeno, non necessita dì un loro intervento diretto.

I primi (i politicanti), se tutto fosse proseguito bene, sarebbero ancora la. Membri iscritti ad una delle tante sigle di partito, nuove o vecchie; non manca l’imbarazzo della scelta. Avrebbero magari candidature facili. Avrebbero modo di fare e ricevere … piaceri.

Ma questo avrebbe significato fare a pugni con la loro coscienza. Mi dispiace per i neofiti (convinti di essere il sale della terra), ma gente così ancora esiste. Combatte tutti i giorni con uno stato canaglia, che lo grava di procedure, balzelli e tasse. Un nemico con le armi contro cui possiamo schierare solo una gran forza di volontà

Però ogni tanto, come un eruzione solare, qualcosa sfugge, qualche bolla esplode. Esempi? Tanti: L’uomo qualunque, il ’68 con i gruppi extraparlamentari ed il terrorismo, per certi versi anche il PSI di Craxi, il M5S, la Lega di Bossi, per citarne alcuni

Tutta … agitazione spenta, distrutta o aggregata al sistema.

In una città come Ferrara, fantasma di se stessa, è diventato tale il senso di disagio, che normali cittadini, con il loro bagaglio di esperienze, decide di scendere in campo. Movimenti civici, che vogliono portare a casa il risultato: niente spaccio, niente risse. Insomma, una vita normale.

Questo è fare politica, superando il vincolo partito. Si! Vincolo! Perché il partito deve pensare alle future elezioni. Questa è gente comune, che sente e vede ciò che le circonda come una minaccia del presente e del futuro dei loro figli. Non c’è gente gelosa delle buone cose che i partiti (svolgendo la loro parte) potranno fare ed ottenere, cogliendo da questo movimentismo ispirazione e suggerimento.

Alla fiaccolata, non mancavano i leghisti. Mancava l’idea della Lega. Le altre forze di opposizione erano presenti (a titolo personale), facendo (ovviamente) vetrina di se. Chi aveva portato bandiere (anche se civico) è stato invitato ad ammainarle, perché era una serata della gente comune. La gente che il mattino apre negozio, va in ufficio o in fabbrica, che fa volontariato, che va a fare la spesa ed il sabato o la domenica va a mangiare la pizza. E quindi la presenza dei politici ferraresi era ben accetta, consapevoli tutti che per cambiare la guida, meglio, l’indirizzo politico della città, serve una vera unità d’intenti.

Credo si sia persa l’ennesima occasione per fare un passo indietro, per farne due in avanti. Ed altresì, non si può pretendere da chi non ha background politico di mettere in campo qualcosa di diverso dall’istinto. Lo stesso istinto che ti permette di irridire chi non si uniforma al tuo modo di pensare e vedere l’impegno civile. Ma qui entriamo in un altro ambito.

Se qualcuno si ritiene il neo Salomone della politica, col tocco di Re Mida che tutto ciò che tocca trasforma in oro, rifletta sull’isolamento che gli si sta creando intorno.

Isolamento dorato, ma sterile.

L’Arciere