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Sinistra, destra, sopra e sotto

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Una sinistra senza idee, sempre più aggrappata ad un ideale di antifascismo ed antirazzismo che non sono certo argine alla mancanza di proposta politica.
La sinistra moderna, dall’antifascismo nacque e nell’antifascismo si spegnerà, esaurita da un’idea che è fallita e continua a fallire nella realtà. Ed ecco nascere tutte le stupidaggini (vedi leggi Scelba, Mancino e la proposta Fiano) che dovrebbero essere la salvifica alzata di scudi contro i movimenti populisti e sovranisti che, se una colpa hanno, è quella di essere figli di quella politica di sinistra (in tutti i sensi) che pretende di governare e di legiferare anche sul diritto di pensare. Tutti buoni, quantomeno di statuto.
Al mattino vedo spesso la prima parte della trasmissione Agorà. Quella condotta dalla Bortone. Non si perde occasione per surrogare scientificamente l’inesistenza della razza.
E non facciamoci mancare l’occasione per dire che siamo tutti uguali. Vogliamo anche noi sposare questa causa. Siamo nella carne, nel sangue e nel DNA tutti uguali.
Ma una cosa è parlare di chimica e fisica ed un altro è parlare di etnia. Ed è in questo senso che va intesa l’idea di “razza” che i movimenti sovranisti e populisti portano avanti da sempre. C’è un comune senso di appartenenza che nessuna scienza può sciogliere. Ed è lo stesso vincolo che unisce la madre al figlio, ed è lo stesso senso di gratificazione che proviamo quando all’estero sentiamo qualcuno che parla la nostra lingua, perché siamo tutti uguali, ma profondamente diversi.
E non si pensi a cause ambientali. Nessun neo lamarckismo, semplicemente un legame che ci fa sentire più vicini a chi ci vive da sempre intorno. Un vincolo, uno ius sanguinis che ci rende a buon diritto attori e protagonisti di quel territorio e di quella “gens” che condivide usi e costumi. Ciò non toglie che ci possa essere dialogo e rispetto con e per chi è “diverso” da noi, ma ognuno è responsabile del proprio ambito, perché accogliere non necessariamente significa annullarsi e perdersi.
Materialismo storico e la visione di un uomo nuovo, tutto economia e mercato, sono un percorso che sta esaurendo la sua funzione di volano del cambiamento. Lascerà spazio a nuova energia dove la visione dell’uomo sarà globale, perché l’uomo solo economico non esiste; esiste l’uomo integrale che è politico, che è economico, che è religioso, che è santo, che è guerriero e, spesso, eroe.
Anche a destra poco si salva e ciò che si salva non avrà quella consistenza elettorale che potrebbero e dovrebbero essere la scintilla di qualcosa di nuovo.
Quindi, vedendo il teatrino della politica e le sceneggiate in corso ci vien da dire: quanta debolezza.
Andremo a votare, come sempre, il meno peggio. Ma questa è la democrazia. Uno strumento che può solo appiattire tutto, ma verso il basso.
Buone cose.
L’arciere