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Sovranità

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La Le Pen, rivolgendosi ad Hollande e Merkel, così esordisce: “Un presidente della repubblica non potrebbe dire come ha appena fatto che il sovranismo è il declinismo perché è garante della costituzione francese il cui ‘TITOLO 1 è quello della Sovranità. Un presidente della repubblica non puo ignorare costantemente gli interessi della Francia che non sono di sottomettersi ciecamente a una politica decisa a Berlino, Bruxelles o Washington, il suo dovere è di difendere la sovranità.”
Sovranità. Una parola che da sola ne contiene mille. Poi, se rivolta alla vita di un popolo, risuona ancora più pesantemente come condanna di chi a quella sovranità sembra voler rinunciare. Una rinuncia che prevede lo sfoggio di un’ipotetica e salvifica unità monetaria, ma che è ben lontana dall’essere un’unione politica. Unione politica che giorno per giorno si allontana, visto che quella monetaria si appresta ad un enorme flop, ma i cui effetti devastanti sono tutti a carico dei popoli.
Ci piace sentir parlare di sovranità, che significa essere padroni a casa nostra, difendere le nostre tradizioni, difendere i nostri confini, rivolgere la nostra solidarietà a chi sentiamo essere a noi più affine, difendere la nostra cultura, difendere la nostra storia, difendere il nostro presente, difendere il nostro futuro, difendere il nostro popolo.
Il sistema cerca di resistere. Il presidente francese Hollande ribadisce che: “l’Ue deve saper dimostrare la solidarietà a 27, ma anche la capacità di avanzare a ritmi diversi tra i diversi Paesi cercando ove possibile nuove forme di cooperazione differenziata”. Ammissione di una grande debolezza e, soprattutto di una grande paura, che derivano dalla consapevolezza che la Brexit è l’esaltazione di tutti i dubbi che questa UE ci dà. Nel momento della paura della fine ci si accorge che, tutto sommato, forse un Unione a più velocità può essere una strada percorribile. E’ nei momenti di crisi, che si tentano ed intraprendono strade mai prima percorse.
Come sempre il sistema e la sua nomenclatura tentano di resistere, danno colpi di coda, puniscono i colpevoli, quelli che cercano nuove strade mettendosi di traverso, cercando di deleggitimare chi detiene il potere. Ed altresì, ogni rivoluzione parte illegittima e si legittima nella vittoria.
Insorgiamo.
L’arciere