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Venerdì 19 aprile Vittorio Sgarbi ha incontrato i cittadini al Palazzo della Racchetta.

Visibilmente e verbalmente irritato dalla defaillance di Philippe Daverio, ottimamente superata dalla presenza di Giordano Bruno Guerri, non sono mancati epiteti (poco lusinghieri) sulle giustificazioni alla rinuncia da parte del bocconiano, che ha addotto una incompatibilità fra la sua candidatura nella lista “+Europa” e la presenza (poi mancata) del candidato sindaco al comune di Ferrara di Alan Fabbri.

La parte più interessante della serata è stata la presenza scenica, ma soprattutto culturale di Vittorio Sgarbi, che ha stigmatizzato come la “cultura di sinistra” sia assolutamente arrogante ed irrispettosa delle peculiarità artistiche ed architettoniche della città. Non sono mancati i riferimenti a palazzo Diamanti e palazzo Massari, a rischio il primo e vittima il secondo delle attenzioni di questa municipalità, con primo attore l’assessore Massimo Maisto, da venerdì “Mai-stò”.

Non manca la replica di Mario Zamorani, storico radicale ferrarese, ed esponente di “+Europa”, che sposa appieno la posizione di Daverio, lamentando la volgarità e lo squadrismo di Salvini. Su Sgarbi, che ritiene finita l’amicizia con Daverio e che ne sancisce l’ostracismo istituzionale, tranquillizza tutti garantendo che dopo la vittoria di Modonesi, inviterà il bocconiano concludendo che “Questa destra preoccupa”.

Potevo accettare tutto, ma non la preoccupazione di Zamorani sulla qualità di questa destra, palesemente (per lui) fascista, xenofoba, populista:pericolosa!

Continua, a tutti i livelli, l’atteggiamento saccente e paternalistico di questa sinistra che dopo Berlinguer e Craxi non ha prodotto altre intelligenze politiche, ma solo fotocopie sempre più sbiadite che hanno prodotto i Renzi, i Martina e gli Zingaretti, solo per citare gli ultimi.

Sempre li col ditino alzato, come dice Marcello Veneziani, a spiegarci il senso della vita. Sembra di parlare con persone toccate da Dio, che riescono ad impartire sempre il giusto incipit alle cose. La voce comune, che troviamo in tutte le retoriche elettorali e ribadita ad ogni congresso del partito, è il ritorno fra la gente. La stessa gente che è, da anni, massacrata da chi aveva il compito (e se ne era assunto l’onore) di rappresentarla. La cancellazione dell’art.18 è opera di M. Renzi, quale miglior modo di rappresentare il popolo se non quello della giunta umbra (assessore alla sanità e segretario regionale arrestati), oppure la proposta di Zanda di aumentare lo stipendio ai parlamentari, che, in un momento di crisi generale delle tasche degli italiani, è la proposta più indecente che si potesse fare (con Zingaretti che si smarca dicendo che è una proposta di Zanda. Ma come? Non è il vostro tesoriere?); disegno di legge già depositato in senato.

Poco più di un mese alle elezioni europee, ma soprattutto, per noi ferraresi, il 26 maggio ci saranno le elezioni comunali. Sarà l’occasione per dare un segnale della volontà popolare a quest’Europa che ci vede sudditi e non protagonisti. A Ferrara ci sarà l’opportunità di spazzare via la polvere di settant’anni di arroganza, per cominciare (come direbbe Sgarbi) un nuovo … rinascimento.

L’arciere